63. “Senza filtri”
25 settembre 2012
Il mio capo sul braccio del divano nel salotto
si brucia i neuroni con l’immaginazione.
Canzoni vagamente allegre
sottoscrivono questa pazzia
dello star sveglia a fumarmi il cervello con te,
che ti trovi nell’emisfero destro capovolto.
Le ombre sempre più fioche sulla tappezzeria
narrano la storia della notte sempre più inoltrata,
e io ti vedo comparire nel tuo corpo, nudo,
come un dio greco di quelli che studiavo a scuola.
Ti ho sentito che premevi su di me
quella sola volta
sopra un sedile di chissà quale colore,
e poi il tuo dito tra le mie labbra.
Imbambolata nella tua bocca seppi solo baciarti la faccia,
io, maliziosa bambina che ora rivive la suggestione
di quei latenti inviti a un amore carnale.
La visione di te su una sedia
mi invogliava a rovinare il tuo bel gioco al videogioco:
ho sempre voluto spogliarmi su di te.
Conservo con cura una cannuccia rosa
di un tuo drink estivo,
la quale avevo preso per me dal tuo bicchiere
barattando la tua saliva con la mia plastica verde menta.
A me non piace la menta, a te non si addice il rosa.
Banale pretesto per succhiare un po’ del tuo sapore.
E nello spazio secco tra un ricordo e l’altro,
mi bagno un po’ di calde invenzioni mentali,
concedendo a me stessa gratuite storie di erezioni.
Nella mia fervida fantasia notturna
hai trovato la barriera impenetrabile dei miei collant
nero velato, e non hai saputo resistere
a quell’ingombrante divieto d’accesso sulle mie cosce.
Non saprei dire quanto l’intensità di queste mie parole
ti potrebbe sconvolgere.
Avresti dovuto assaggiarmi allora,
quando ero dessert delle tue giornate.
Quando i miei desideri di gioia li scrivevo negli occhi
e non sulla carta. Invece
hai resistito a ogni carezza che la mia pelle emanava,
hai scelto di negarmi l’amore
e hai preferito una puttana.
Però ricordo bene ogni tuo avvicinamento:
le tue mani che mi salutavano la schiena
le sentivo più del vento.
E sapevo che cosa volevano fare,
percepivo la loro voglia di poter rimanere.
Ma poi io ti avrei reso mio, e tu
non mi avresti più saputo salutare.
[Questa è la seconda di tre poesie che viaggiano sulla stessa lunghezza d'onda]

Una poesia molto sensuale ma anche colma di rimpianto
Cara Patrizia,
mi fa tanto piacere riaverti qui! Grazie.
Un bacione!
emozionante e sensuale, sei bravissima Paola, buon pomeriggio!
Buona notte, dolce Silvia.
Grazie per esserci sempre, sei un’amica! :*
E grazie per esserti emozionata, non sai che piacere mi dai! (:
Un abbraccio affettuoso!
Bella questa poesia, ma mai rimpiangere l’amore ;-) … ti abbraccio Pif
Carissima Pif,
è difficile dimenticare chi si è perduto (o non si è mai avuto).
O perlomeno lo ero quando ho scritto questa poesia.
Un bacione!
Più che rimpianto mi sembra delusione…meglio rimanere delusi che rimpiangere qualcosa che non si è provato a ottenere. Quanto vedo di me stessa e del mio scorso inverno, in queste parole così emozionanti. Bravissima.
Carissima Estelin (che bel nome!),
come ti dò ragione! Meglio il dramma della delusione che il piattume dell’apatia o della mancanza di coraggio. Lasciamo i codardi essere codardi; noi invece tiriamo fuori le unghie. Potremo anche non raggiungere lo scopo, ma il viaggio sarà stato comunque istruttivo e colmo di motivi di arricchimento spirituale.
E’ bello sapere di averti nelle mie parole. Mi emoziona.
Un bacio!
:D
Pura,
schietta,allor e ora,
ti nutri l’esser di donna
lo gridi alli altri a te
quasi racconto
come di spegnersi candele
notte fonda
e dolcemente fatta
or t’avvedi
fuor dal sonno
tenerti denti stretti
le tue labbra
quasi a negar alli altri
quei tuoi baci.
Cara Abbaschia,
complimenti per il commento estremamente innovativo. Ho girovagato un po’ per il tuo blog e ho capito il tuo stile. Apprezzandolo.
Torna spesso, mi fa piacere! E grazie per questi versi. Racchiudono molto di me e di questa poesia.
Un bacio!
Visita cara
sei stata brava a girare i complimenti.Mi piace che raccogli di me almeno polvere ,sono sicuro che molto di riposto in soffitta prima o poi potrà servire.Ti seguo da tanto.senza secondi fini,fai parte di un quotidiano che distrae e serve sotto forma di piacevole compagnia.
Buona giornata
Bella, scritta da maestro! :D Questa sì che è una poesia!
Wow, non ho parole, sei meravigliosamente gentile senza che me lo meriti pienamente (;
Leggo il tuo blog con piacere e voglio assolutamente di tornarci presto.
Un bacione!
Lo penso davvero ^^ e grazie per i complimenti al blog
Un bacione anche a te :D
“…ho sempre voluto spogliarmi su di te.
Conservo con cura una cannuccia rosa
di un tuo drink estivo…”
Mi piacciono queste due attenzioni.
Carissimo amico,
quando ami, sono proprio i dettagli quelli che ti fregano… (;
A prestissimo! Un abbraccio!
Vero, ci sono dei dettagli minuscoli che a volte, purtroppo, solo noi vediamo. E se è più facile che solo uno dei due li noti, sicuramente, prima o poi, ci sarà una poesia che ne parla… :)
rimpianti, emozioni, passion…..c’è tutto dentro questo tuo splendido scritto
C’è tutto quello che scorre nell’anima di un innamorato.
Grazie per averlo notato.
Ti abbraccio forte, cara amica!
già, fumarsi il cervello senza filtri, ah quanto salutare sarebbe, se solo fosse davvero possibile, o forse solo pura follia, chissà, dio se non ci abbiamo provato noi e questa stanza, buon proseguo a te
Mi piace questa cosa: trovare la salute tramite un’azione apparentemente insalubre.
Grazie per il paradosso. Sì, lo ripeto, mi piace (:
Buona notte!
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
What a pleasure! (:
Buonasera Paola, quello che avevo in mente da mesi l’ho messo in pratica poco fa: non credo si possa definire un blog… non so come definirlo ma ti do ugualmente l’indirizzo per venirmi a trovare. Io continuerò a leggerti comunque.
Enzo delle solite cose.
Ti ringrazio davvero, non vedo l’ora di scoprire questo tuo mondo.
Un bacione!