64. “Un insulto”

2 ottobre 2012

Strano, sai. Proprio tu

che vanti dalla finestra di casa

tramonti d’eccezionale splendore

non sai mettere fine all’amore

con altrettanto incanto.


Impara dal sole, impara dalle sue sfumature.

Complice l’addio del giorno,

esso evapora dal cielo

con la dignità di chi sa salutare.

 

Ti consiglio di non scrutare solo le stelle.

Servitene pure per affascinare

la donna del momento, o della vita,

ma soffermati prima, se ne hai le doti.

Noterai un soffuso calar dell’oro.

 

Onestamente

 diffido da qualsiasi tua dimostrazione d’intelletto,

ma per il tempo di questa poesia

voglio deliberatamente sopravvalutarti

e darti in prestito la mia sensibilità,

in quantità di una lacrima.

Se la tua anima è difettosa,

non significa che il mio cuore debba essere in garanzia.

 

La superbia di chi ostenta un milione di libri

ma non ne ha mai letto uno

è misera quanto la sua mediocrità,

perciò, tu, fa’ un uso migliore del silenzio,

quello stesso silenzio con cui mi hai cancellata

come si cancellano le parole sbagliate,

e invocalo prima di pronunciare ogn’inutile inezia.

T’aiuterà a non sfregiarti di ridicolo.


L’anticapolavoro delle tue pensate

ha raggiunto vette di virtuosismo tali

da cullarmi in grembo un’ira spietata.

Dicono sia disdicevole covare rabbia vendicativa

contro i dispensatori di speranze,

in fondo la disattesa è preventivata.

Ma io non contesto affatto il desiderio inappagato,

seppur indesiderato.

Io mi domando solo come tu abbia fatto

a lasciare la sala durante i titoli di coda.

A film finito, non sai neppure goderti la musica d’addio.

E se ora mi stai giudicando impertinente,

sappi che sto lavorando sui miei difetti:

eri tu a dirmi che sono sempre troppo buona.

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74 Risposte a “64. “Un insulto””

  1. Patrizia M. ha detto

    Molto diretta e schietta, una bella poesia con un contenuto molto concreto

    • poemonapage ha detto

      Oh sì, dolce Patrizia.

      Ho scritto queste parole (belle o brutte che siano) davanti a un tramonto sublime. E una tale meraviglia non poteva che scavare profondamente dentro le mie viscere.

      Mi piace l’idea della concretezza all’interno poesia! Grazie per l’osservazione, mi hai dato un ottimo spunto.

      Un bacione!

      • Patrizia M. ha detto

        Io le trovo molto belle perché mi danno l’idea di un dialogo con una persona che però non vuole capire, oserei dire un dialogo a senso unico nel quale però vengono a galla verità che forse sono state taciute troppo a lungo. Ovviamente è una mia interpretazione, cosa mi permetto di fare spesso, sempre con la speranza di non offendere l’autore della poesia.
        Ciao :-)

        • poemonapage ha detto

          E invece permettiti eccome! (:
          Adoro leggere le interpretazioni altrui – anche perché, in parte o in tutto, mi ci ritrovo spesso, e talvolta sono in grado di darmi ottime idee.

          La tua interpretazione dà un apporto ulteriore alla poesia, quindi ti ringrazio di cuore. Non avrei saputo dirlo meglio, hai colto perfettamente questo dialogo a senso unico, questo parlare al silenzio, questo esprimersi privo di interlocutore.

          Sono davvero fortunata a conoscere persone sensibili come te!
          Grazie di nuovo! :*

  2. Splendida e concreta….le argomentazioni non lasciano spazio alle interpretazioni, direi che sei stata molto chiara, buona giornata un abbraccio! :)

    • poemonapage ha detto

      Grazie, Silvietta! :*
      Ormai senza di te questo blog sarebbe incompleto! (;

      Si capisce bene il punto? Ottimo, ahah!
      Diciamo che il prossimo passo, dopo la rabbia, è l’indifferenza. Lo lascio riposare in pace. Per me può restare sottoterra.

      Un bacione!

  3. ultravioletto ha detto

    Bella davvero..mi piace!

  4. la tua rabbia espressa in versi! chiare e dirette parole, sempre bravissima ;-)

  5. semprevento ha detto

    ..ottimo lavoro!!!
    lavorare su se stessi è una grande terapia…
    Continuo ad imparare nonostante i miei anni..e continuo a non capire…
    e mi meraviglio certe volte…altre volte invece resto esterefatta dalle mie intuizioni…Ecco, questo significa ascoltarsi e proiettarsi verso noi stesse…
    ma tu preteggi quello che hai di più caro: il cuore.

    un bacio dolcissima Paola
    vento

    • poemonapage ha detto

      Come sempre, farò tesoro delle tue preziosissime parole.
      Adoro rileggermi tramite il tuo filtro e i tuoi consigli (che non esprimi con retorica e arroganza, ma in modo del tutto opposto). E ti ringrazio per condividere con me ciò che hai imparato dalle tue esperienze, dolcissima Ivana (posso chiamarti così? Anche se “vento” non mi dispiace per nulla!).

      Spero di cuore di avere la fortuna e l’onore di conoscerti dal vivo, un giorno! (:

      Quanto al tuo discorso, immagino che dunque il lavorare su se stessi sia un’attività senza fine… Ben venga quest’eterna scoperta dell’io, allora. Finché cerchiamo, significa che siamo pieni di vita. (:

      Cercherò di proteggere il mio cuore, anche se è un “luogo” che si espone così tanto facilmente alle intemperie…!
      La tua grande sensibilità mi dice che anche tu ne sai qualcosa.

      Ti auguro una piacevole serata, splendore! :*

  6. karina890 ha detto

    Grazie ^^
    Karina è il nome di una bambina da me inventata in una storia che per il momento rimarrà in sospeso, i cui genitori, faticando a procreare, festeggiano la grazia di avere ricevuto anche questa figlia in dono dandole un nome che significasse “amata”. In definitiva tenendo questo nickname sto assecondando la mia stessa immaginazione ma mi piace l’idea di accettare sempre ciò che viene soprattutto i doni che, non sembra, ma non è un cosa così scontata. Solo cercando su internet un anno fa ho scoperto che è anche il nome di una costellazione. Sono contenta che ti sia piaciuta la pagina, passa quando vuoi ;)

    • poemonapage ha detto

      Innanzi tutto, mia cara, mi ha colpito moltissimo, all’interno di questo tuo commento, il concetto di “assecondare la tua stessa immaginazione”… E’ splendidamente evocativo e mi apre un orizzonte!

      Mi hai incuriosito… Per scoprirne di più, il tuo blog dici che è il luogo adatto in cui cercare? (;
      Perché la storia è in sospeso, invece?

      Un bacione!

      • karina890 ha detto

        ^^
        La storia è in sospeso perché va aggiustata, messa a posto. I genitori di Karina sono due personaggi secondari, la storia dei personaggi principali va arricchita. Comunque vedrò in seguito; non è detto che non riesca a svilupparla finalmente come vorrei ;)

        Un bacio :*

  7. lordbad ha detto

    Un bel post.

    Noi invece abbiamo preferito discutere di amore e paranoia…

    Un saluto da Vongole & Merluzzi ;)

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2012/10/02/tutto-il-resto-e-paranoia-guida-per-principianti/

    • poemonapage ha detto

      Noterai dal commento che ho lasciato sul tuo blog che ho estremamente gradito il tuo articolo… Credimi, ci sto ancora ridendo come una matta, è splendido!!! L’ho fatto leggere a un’amica e a un amico… la pensano entrambi come me (:

      Ti prego, ogni tanto passa da me e mandami il link del tuo nuovo articolo… mi farebbe molto piacere! Seguo molti blog, ma sono pessima nel seguirli tutti per bene, più che altro perché non so sfruttare al massimo le possibilità che WordPress offre… Così spesso mi perdo materiale interessante.
      Dunque, linka a più non posso, mi raccomando! (:

      Un bacione!

  8. annitapozzani ha detto

    Questa poesia mi ha spiazzato tanto è bella, tanto scava in profondità, tanto è portatrice di emozioni, sentimenti, passioni e dolori. La prima strofa poi potrebbe essere una poesia a sé, dice già tutto. Brava!

    • poemonapage ha detto

      Ti dò ragione sulla prima strofa… A volte vorrei tagliare molto di ciò che scrivo e lasciare solo i tratti salienti… A volte bastano a se stessi.
      Eppure non lo faccio, dato che ogni verso è come un figliolo per me… e si sa, ogni “scarrafò” è bello a mamma sua (;

      Grazie, splendida donna!
      Un forte abbraccio!

  9. rob ha detto

    ci hai dato giù duro, ma col guanto :) mi piace..

    • poemonapage ha detto

      Sai che in realtà non riesco a giudicarmi? Non capisco se sia stata cattiva o, di nuovo, troppo buona…
      Ma il tuo commento mi soddisfa, devo dire (:
      Grazie di cuore!

      Un bacione!

  10. Godot ha detto

    Oh! Da quanto tempo. Torno e ti trovo sempre in gamba… è difficile essere concreti scrivendo in versi, ma tu ci riesci benissimo!

    • poemonapage ha detto

      Godot, quale piacere! (:

      Perdona la mia assenza, ma mi perdo fin troppo facilmente dentro il mare della rete… Tu comunque torna qui, ogni tanto, e se ti va mandami i link ai tuoi articoli, così io verrò sicuramente a trovarti (:

      Ti ringrazio di cuore.
      Un abbraccio nostalgico! :*

  11. Soul ha detto

    Ti auguro tanti sublimi tramonti fonte della tua ispirazione. :)
    Mi piace. ;)
    Notte notte Paola.
    Un abbraccio e cari saluti.

    • poemonapage ha detto

      Grazie, meraviglioso Ciro! Uno splendido augurio, il tuo! Spero davvero di poter tornare al sublime tramonto che mi ha portato a scrivere queste parole… significherebbe che un altro anno sarebbe passato e che le vacanze sarebbero ancora presenti (:

      Buona notte anche a te, caro amico mio!
      A prestissimo! E grazie, sono sempre felice di sentirti!
      :*

  12. Pandora ha detto

    Bellissima poesia diretta e verace…e mi ha colpito molto una frase di un tuo commento “questo parlare al silenzio”. Si è vero talvolta è proprio come parlare al “silenzio”…
    Brava colpisci sempre con le tue parole, esse sono intrise di essenza emozionale.
    Un abbraccio
    Pan

  13. poemonapage ha detto

    Magnifica Pan,

    non so davvero come ringraziarti, sei gentilissima! Grazie per aver scavato in profondità e aver guardato l’inguardabile. Non sono solo le mie parole a proiettare al di là dell’apparenza, ma anche i tuoi attenti occhi. E’ un lavoro di squadra, insomma (;

    Parlare al silenzio è un’attività non semplice… si può uscirne feriti. Ma noi dobbiamo lo stesso continuare a parlare poiché, ad ascoltare la nostra voce, ci sarà (quanto meno) quella parte di noi che è e resterà sempre la più profonda.

    Un abbraccio a te, mia cara! (:

  14. gelsobianco ha detto

    poesia molto diretta e bella!

    sono rimasta colpita da
    “e darti in prestito la mia sensibilità,

    in quantità di una lacrima”

    tornerò a trovarti!
    un sorriso
    gelsobianco

  15. popof1955 ha detto

    Stavo raccogliendo i titoli di coda e la musica di alcuni film, anni fa, poi ho smesso, han cominciato a fare le code a back stage e a sunto, quasi a dire che ricominciava o c’era qualcos’altro nel mentre si girava.

    • poemonapage ha detto

      Caro amico,

      devi perdonarmi, ma non ho capito bene il tuo commento. Però adesso sono ancora più curiosa… cosa intendevi dire? Mi piace l’idea che raccogliessi la musica dei film (:

      Un bacione!

      • popof1955 ha detto

        Tu scrivi:
        “Io mi domando solo come tu abbia fatto
        a lasciare la sala durante i titoli di coda.
        A film finito, non sai neppure goderti la musica d’addio”.
        e in fondo il ricordo di qualcosa di vissuto, come in un film passato su uno schermo, i titoli di coda sono il ricordo di rimando, quel che non è o che è stato e percepito sentito in maniera diversa.
        In effetti la tua poesia ha un po’ ispirato il mio ultimo post.

        • poemonapage ha detto

          Grazie di cuore.
          Avevo capito che ti riferivi a quella parte di poesia, ma mi ero persa la riflessione. Mea culpa.

          Anche per me quella parte è molto sentita e, da quanto leggo qui, l’hai capita alla perfezione. Grazie anche di questo.
          Durante i titoli di coda, durante la musica che li accompagna, io (spettatore del film le cui vicende si sono appena concluse) ho la possibilità di interiorizzare le immagini viste, le storie vissute, le parole ascoltate. Credo che alzarsi dalla propria poltrona all’ultimo fotogramma del film sia una grande perdita. Non sopporto quando, al cinema, le luci si accendono al primo titolo che scorre sullo schermo. Tutti vanno via. Probabilmente sono tutti di fretta, o hanno qualcuno da cui ritornare, però io credo che quei dieci minuti in più possano fare la differenza.

          Questione di punti di vista.

          Leggerò il tuo ultimo post con molto interesse.

          Un bacione!

  16. ili6 ha detto

    Ciao, Paola, e grazie per essere passata da me.
    Hai scritto una poesia particolare, efficace, diretta, bella. Dici di parlare al silenzio, sì, ed è tremendo parlare al silenzio. Eppure hai dato un volto ed una personalità precise e ben definite a questo silenzio. E ce ne sono tanti di “silenziatori” così:d’amore e senza amore. Non meritano lacrime, nemmeno una, nè pensieri. Solo di essere dimenticati per voltare pagina.
    Ciao,
    maria Rosaria

    • poemonapage ha detto

      Dolce Maria Rosaria,

      grazie a te per questo commento. Mi fa sempre piacere accogliere belle riflessioni.

      E’ tremendo parlare al silenzio. Ed è ancora più tremendo parlare al silenzio senza alcuna parola… Una specie di circolo vizioso. Se non altro, scrivere le parole che si vorrebbero dire rende quest’attività appena appena meno traumatica.

      Quei “silenziatori” di cui parli meritano solo di essere puniti dal karma. Me lo dicono in molti, e io voglio crederci: il destino pareggia i conti da solo. Prima o poi quelle persone si scaveranno la fossa coi loro stessi mezzi, e noi non potremo far niente se non provare tristezza per una tale miseria.

      Un bacione, mia cara. E sì, voltiamo pagina.

  17. nicola ha detto

    Mi trovo in una situazione molto simile a quella descritta nella poesia. La fine del film non era prevista e fino a pochi giorni prima sembrava addirittura di essere solo a metà del film. Tu sai come siano possibili certe cose?

    • poemonapage ha detto

      Carissimo Nicola,

      grazie per essere passato di qui! Vedo che non c’è alcun link a un eventuale blog… sei per caso su un’altra piattaforma? Nel caso, mandami pure il collegamento così passo volentieri a trovarti. (:

      Bella domanda, caro amico… Credo che certe cose non abbiano una vera e propria spiegazione. Gli americani direbbero, con un’espressione molto poco formale, “shit happens”… Direi che non possiamo sempre incolparci. Spesso si dice che alla fine di una storia le colpe siano ripartite tra i due componenti della coppia. Eppure, vi sono casi dove la rottura piomba a ciel sereno e in cui uno dei due, di colpe, ne ha ben poche…
      Probabilmente, chi ha lasciato non amava abbastanza. Magra consolazione, lo so – ma è l’unica motivazione che riesco a trovare (arrancando anche un po’).
      Probabilmente l’altro ha saputo fingere bene. Nella migliore delle ipotesi non ha mentito solo a me o a te, ma anche a se stesso. Attenuante che si può spiegare (chi ci ha abbandonato è pur sempre un essere umano dotato di pregi e difetti) ma che comunque non cancella il male inflittoci.

      Anche per me è andata così. Fino al giorno prima “amore” qui, “amore” lì, e poi il nulla. La scomparsa prematura. La morte.
      Non voglio suonare drastica, eppure io vivo questo abbandono come un lutto. Cos’altro potrebbe essere se la persona che il giorno prima riempiva le nostre giornate scompare improvvisamente? Da un momento all’altro non esiste più. Non ha più una voce, né un volto, né un indirizzo. Quando penso a quella persona, io penso a una foto su una lapide. La rabbia che provo è repressa poiché cosa mai si potrebbe controbattere a un morto?
      Restano solo i ricordi cartacei, le foto ormai prive di vita, le parole scritte. Ma prima o poi, caro amico, quelle parole sbiadiranno. Stanne certo.

      Un bacione!

      • nicola ha detto

        Già mi segui. :-) Sono qui in incognito perché ci sono persone che non devono sapere certe cose e mi seguono… Grazie per la risposta.

        • poemonapage ha detto

          Sono onorata che tu abbia scelto me per parlarne. Sono onorata del fatto che tu abbia scelto le mie parole per rispecchiarti.

          Grazie. Ora ho capito chi sei (;

          Ti auguro di stare bene presto. Probabilmente la rabbia e la delusione arderanno a lungo dentro di te, così come ardono in me, ma sai una cosa? Queste sono forze non necessariamente distruttive. La rabbia mi ha permesso di reagire, e reagire mi ha permesso di andare avanti. Il passato non si cancella, il torto subito neppure, ma i nostri giorni saranno fatti sempre più di novità, fino a quando arriverà il momento in cui la felicità di aver perso quel qualcuno sarà più grande del dispiacere di non averlo più.

          Un abbraccio grande, caro amico!

  18. icittadiniprimaditutto ha detto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  19. Endorphin ha detto

    Mi mancano da leggere ancora tante delle tue poesie.
    Ma finora questa è quella che mi è più piaciuta.
    I primi cinque versi sono davvero perfetti.
    Sei davvero molto brava, scrivi in modo semplice e diretto e senza troppi fronzoli; è stato un piacere averti incontrata!!!=D

  20. 9dropsofink ha detto

    Accidenti che bella. Ho sempre ammirazione per chi è capace a scrivere poesie. Per chi è capace ad’esprimersi in versi. Per chi scrive musica e dipinge con le parole.
    Tanta invidia.
    Un saluto! :)

    • poemonapage ha detto

      Wow, che commento dolce! Ti ringrazio!

      Non puoi dire di non avere la capacità di scrittura, comunque… il tuo blog dimostra il contrario (:

      Di certo io non potrei dare lezioni di poesia, mi diverto solo a mettere giù nero su bianco (o colore su colore, talvolta). (:

      Ti mando un abbraccio colmo di gratitudine!
      :*

  21. © Vera Marte ha detto

    “La superbia di chi ostenta un milione di libri
    ma non ne ha mai letto uno
    è misera quanto la sua mediocrità,
    perciò, tu, fa’ un uso migliore del silenzio,
    quello stesso silenzio con cui mi hai cancellata
    come si cancellano le parole sbagliate,
    e invocalo prima di pronunciare ogn’inutile inezia.
    T’aiuterà a non sfregiarti di ridicolo.”

    Questa strofa mi ha incantata…

    • poemonapage ha detto

      Grazie, cara Vera…

      Ogni lettera è sofferta. Ogni parola è scelta ad hoc. Ogni strofa ha una sua vita. Non giudico la bellezza o la bruttezza della poesia – dico solo che proviene dall’intestino/dal cuore/dal cervello.

      Ti ringrazio davvero tanto!
      Un bacione!

  22. intesomale ha detto

    come sopravvivi in questi tempi e luoghi di chiacchiere, se scrivi:

    “L’anticapolavoro delle tue pensate

    ha raggiunto vette di virtuosismo tali

    da cullarmi in grembo un’ira spietata.”

    (frase che mi piace molto, puntualizzo)?

    • poemonapage ha detto

      Caro amico,

      è la terza volta che provo ad abbozzare questa risposta, ma puntualmente non arrivo a una conclusione. Forse la conclusione è che non vi sia alcuna conclusione. Bella domanda, la tua. Difficile.
      Sopravvivo come sopravvive chi perde, da un giorno con l’altro, una persona che credeva cara, con l’aggravante che quella persona si è in qualche modo auto-eliminata, dopo avermi pure pugnalata alle spalle. E l’aggravante dell’aggravante è che quella persona è morta solo per me. Per tutti gli altri è rimasta viva e vegeta, non so se mi spiego… Non esiste in natura una cosa simile, eppure io è così che la vivo. Io, quando penso a quella persona, penso a una foto su una lapide. L’ho già scritto da qualche parte, ma mi ripeto senza sensi di colpa – avrò quanto meno il diritto di combattere il dolore come preferisco…
      Vivo con l’ira di essere arrabbiata con una persona che non mi potrà mai più rispondere. Non ho mai potuto sfogare la mia rabbia sul diretto interessato perché lui è sparito prima di darmene la possibilità (ha fatto la scelta più comoda, ovviamente – il che è palesemente indice di una personalità caratterizzata da pura viltà e debolezza). Dunque, quale stregoneria sarebbe risvegliare un morto? Solo le fenici rinascono dalle ceneri dopo la morte, ma lui non è assolutamente degno delle ali, e per questo tale magia non lo investirà mai. Quindi io vado avanti sapendo di poter tornare alla sua tomba con la mente, lasciare un fiore appassito, insultare la sua foto (l’unica immagine di lui che mi resta) e andarmene. So che indietro non si torna, e so che ormai non potrò mai sputargli in faccia il mio risentimento. Sai, ho scritto anche una poesia intorno a questa immagine e forse prima o poi la pubblicherò (in un certo modo ora te l’ho riassunta).

      Ho chiuso tutti i ponti con quella persona. Ma quando, senza cercarli appositamente, spuntano fuori indizi sul fatto che quella persona per altri è ancora viva, mi rendo conto che gli fa molto comodo rappresentare (per me) quella foto sulla lapide. In fondo il suo silenzio è il metodo più terra a terra per evitare il problema.
      Io sono un problema da evitare, insomma.
      Il qui presente problema, dunque, si farà la sua bella vita e andrà alla ricerca di qualcosa di livello superiore. Se non altro ora so che mi merito di meglio.

      Un caro abbraccio!

  23. fernirosso ha detto

    con il sole in faccia camminando fino alla sera
    poi tolta di peso la fatica mettersi seduti standosi di fronte
    un corpo è l’altro e il vuoto entrambi
    Grazie,ferni

  24. parolesenzasuono ha detto

    delicata cartavetro—

  25. Angela ha detto

    Davvero molto delicata e pungente. Sono le parole che non ho mai saputo dire a tempo debito. Un abbraccio ebuona serata.

    • poemonapage ha detto

      Dolce Angela,

      mi sto (tristemente) stupendo nello scoprire che quasi ognuna di noi ha il suo personale “Codardo”. Quanti uomini (e quante donne?) incapaci di amare fino in fondo!
      Le mie parole saranno anche quelle “giuste”, ma ti assicuro che la soddisfazione è ben poca poiché, quelle parole, mai ho potuto dirle al diretto interessato. Lui è sparito senza voce, senza suono, senza un alito di vento. E io non ho potuto che rimpiazzare il confronto verbale con questi sfoghi senza destinatario.

      Un abbraccio grande a te!
      Grazie di cuore per il commento.

  26. ioviracconto ha detto

    Da tempo non leggevo una poesia di indignazione così bella e netta, così illuminata dalla riaffermazione di sé, dalla resistenza al dolore.
    Compimenti….

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