20. “Ho perso una poesia”

15 ottobre 2011

Cerco.

Cerco senza trovare.

Quel pomeriggio non fu di studio,

come doveva essere. Ma di poesia.

Eri bellissimo, quella sera,

e nel pomeriggio dopo io ti volevo invocare.

Così lo feci: seguii l’ispirazione

che la tua apparizione

mi aveva lasciato sulle labbra delle dita.

E scrissi.

Non avevo grandi parole con me,

non me le ero portate dietro;

ma cercai di dedicarti con tutta la mia dedizione

l’onesta devozione che si era insinuata in me.

In me, per te.

Pura la spinta inarrestabile

che mi lanciava verso le tue mete.

Travolgente l’insanabile desiderio

di pendere dalle tue labbra.

Così, in un gioco appagante di scambio di ruoli,

barattai il tuo culto con la mia preghiera,

offrendo con religiosa pietà

la mia anima appena consunta di neonato amore.

Scrissi della panchina da cui ammiravo il tuo splendore,

(e ancora non ti conoscevo).

Scrissi dei tuoi piedi, così musicali e garbati,

e della loro danza su se stessi e sulla mia ombra,

(e ancora non potevamo ballare insieme).

Scrissi delle ore e del loro volteggiare,

(e ancora eri per me attorno a mezzanotte).

Scrissi della prova che dovevamo affrontare,

(e ancora eri per la certezza

terreno incolto da raschiare).

Cantai della voce che la tua chitarra accompagnava,

(e ancora non ti avevo davvero sentito parlare).

Cantai dell’esplosione che mi implodeva dentro,

della nozione di improvviso sgomento.

Dell’altare di te divino, della tenerezza di te piccino.

Grazie ai ricordi incisi sulla memoria di un foglio

potrò toccare con mano i primordi del risveglio

di un cuore malato di non amore,

di un colore affetto da timido pallore.

Nella chiusa dell’ode,

un’onda (a vento) di accorata speranza

travolgeva le porte aperte di un finale senza fine.

Spalancava le imposte sui più verdi giardini

e collezionava, a sua insaputa, rosee previsioni

sull’avvenire di quello stesso paese,

residente nella mente

o esistente da sempre senza un indirizzo permanente.

Io la cerco, quella mia poesia, ma non la trovo.

Allora ispeziono dentro di me

e lì, sola, ti rivivo.

30 Risposte to “20. “Ho perso una poesia””

  1. DISTRATTA said

    Magistrale come sempre. Diafana come nessuno.

    DIS-

  2. zebachetti said

    qualcosa che entra dentro nell’ anima l’ ho letta più volte ed ogni volta più bella ciao

  3. Un amore vissuto dentro si aggira nei meandri della tua fantasia mordendoti il cuore e trova il suo appagamento in questi versi palpitanti che lo esteriorizzano e lo rendono palpabile. molto bella!!!
    un abbraccio. Maria

    • Grazie, cara…
      sai che in realtà questa non mi piace troppo? In realtà non sono una grande amante delle mie poesie, ma ci sono lo stesso molto legata – e comunque credo che in ogni poesia ci sia almeno un verso riuscito (questo me lo concedo) ;)
      Ad ogni modo, hai spiegato alla perfezione cosa significa per me scrivere: l’amore che mi morde il cuore e che per essere vissuto va ricordato e cristallizzato su carta… niente di più vero…

      Grazie per le visite graditissime!
      Un bacio

  4. …forte descrizione delle emozioni che ci travolgono al sorgere di un amore, che dico di QUELL’amore…. sei proprio brava!

  5. …Un archetipo di gioia quasi occulta: incondivisibile. La speranza in ciò che sembra, sia. La realtà che si presenta come sempre, nell’ amara solitudine.
    Si è soli dentro, e non con gli altri, che non manifestano altrettanto amore. Punto.

    • Sì, la mia gioia è sempre rimasta occulta, poiché non ha mai avuto il diritto di esistere. Mi sono sempre sentita una criminale, una ladra. E ho sempre vissuto nascosta con la mia dolce refurtiva…
      Grazie per questo bellissimo commento.

      Un saluto!

  6. Simona said

    Veramente molto bella..

  7. Versi molto delicati come delicato è l’amore cantato che rivive solo nella solitudine del proprio cuore. Ciao Lucia

  8. sonoqui said

    Ho letto con piacere tutti i bei pensieri espressi fino ad ora.
    Il mio è solo per dirti che all Amore dai del Tu con delicata amarezza.
    Con simpatia
    Gina

    • Davvero, GRAZIE.
      E non lo scrivo in lettere maiuscole a caso… è un GRAZIE sentito e profondo.
      Che bella la tua definizione delle mie poesie… mi commuove.
      Comunque non posso che rinnovare i miei complimenti per il Tuo blog – è sempre un grande piacere passare per le tue graziose pagine.

      Un bacio!

  9. delicata lettura…. buona serata…

  10. fausta68 said

    Veramente bella! sono passata da qui per ringraziarti della tua visita al mio blog e mi sono iscritta così torno a continuare la lettura! Un caro saluto :-)

  11. Drimer said

    In ogni momento c’è una panchina sulla quale ci sediamo ed ascoltiamo la nostra poesia.

    Un sorriso :-)

  12. MARGHIAN said

    Posso? Immaginavo perche’ “poemapage”. Ed a ragione!
    Da me ti ho scritto cosi’:

    *Ciao Poemapage.. :) Paola! Anche io lo amo tantissimo, pur se magari non penso a lui cosi’ intensamente, avendo nel cuore anche tanti altri che, differenze di generi a parte, sono…altrettanto forti. Tipo Guccini, Francesco De Gregori..o, oltre oceano, Bob Dylan, che per i suoi testi e’ stato “proposto” piu’ volte per il Nobel per la letteratura…cosa che meriterebbe anche Fabrizio (che avrebbe meritato, essendo tale premio non “ad memoriam”).
    Sulla questione che Fabrizio…c’e, ti do ragione pienamente, da credente nell’immortalita’ dell’anima quale sono io. Nei miei posts scrivo tantissimo di spiritualita’. Se dovessi per caso leggere tali posts, troveresti parole come “non e’ solo un ricordo, ma esistenza fattiva,”defunto solo nel corpo fisico, ma…..” e cose di questo genere. per ogni..anima. “Marg-hian sta per.Marghe, una ragazza che mori’ di incidente a 17 anni. Ella “era…nessuno” solo una ragazzina, ma la porto nel cuore….e per me anche Marghe..c’e!
    Penso ogni tanto a lei..un po’ come fabrizio che scrisse “la canzone di Marinella”, magari ad anni di distanza dalla..”morte” di questa ragazza, che…”nel fiume chissa’ come..scivolo’”, ma…c’e!! Ciao paola, e scusa se ti ho risposto con un :) romanzo.

    marghemarg.wordpress.com/

    E’ qui che trovi il piu’ delle mie cose. Ciao e..grazie.

    Marghian

  13. MARGHIAN said

    “allora ispeziono dentro di me e lì, sola, ti rivivo”. “Guardate dentro il vostro cuore se volete ritrovare….”(gesu’, Buddha, Ghandi e…tanti altri…*dunque e’ vero). Ciao.

    Marghian

  14. Jonathan said

    Ho letto le poesie prima e dopo questa ma mi fermo qui per lasciare un commento! Mi piace il modo con cui riesci a entrare dentro te, a leggere il tuo dolore che poi è anche il tuo amore… sono un incontrarsi continuo per quasi respingersi ma per essere devono stare insieme… Questa almeno è la sensazione che suscitano in me molte tue poesie… posso sbagliarmi ovviamente… Con la speranza che l’amore sia sempre il motore della tua vita ti abbraccio! Jon

  15. E’ molto bella cara Paola…
    e l’avevo persa.
    facendo pulizia nella posta …ho notato.
    ..e allora lascio qui i miei auguri di un bellissimo anno nuovo…che forse non sarà bellissimo ma pieno di poesia si…
    le mie di poesie le ho lasciate…ormai mi restano solo racconti brevi di mare…
    Se si perde un amore si perde la parte più bela di noi.
    Guardarsi allo specchio è ferirsi…i segni si affacciano al viso stanco di aspettare chi non verrà mai più.
    ma io sono vecchia e posso vivere di malinconie. Di frafili onde pettinate dal vento, di schiuma che si dissolve sulla battigia e frigge nell’anima mia.

    A te auguro la nascita di un nuovo amore…e sarà bellissimo.
    Non dimentica del tuo passato, metti a dormire quelle ferite sorridenti…lasciale cadere nell’oblio, ci puoi riuscire perchè la giovinezza ti è alleata.
    Non dimenticarlo.

    E’ stato e continuerà a essere una notevole sorpresa leggerti.
    ..Non abbandono queste pagine, mi assento solo un pò di tempo.
    Rientro l’8 gennaio….quando il nuovo anno avrà già preso confidenza con i miei giorni.
    Ti abbraccio immensamente
    vento

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