21. “Roba di poco conto”

15 ottobre 2011

E’ che non so a che stadio di questa malattia io sia arrivata.

Non so quale sia lo stato del mio cuore.

Confusione.

E’ che per spezzare un cuore occorre tenerlo in mano,

e io non so se lui il mio l’abbia già infranto

(e i pezzi siano ancora sorretti dalle sue dita)

o se, uccidendolo, l’abbia già buttato a terra,

come si butta la roba di poco conto.

La differenza di trattamento risulta essere profonda,

in quanto ancora non comprendo

se sia io in preda a una morte lenta,

in mezzo alle spietate carezze dei suoi palmi,

o se di morte definitiva si possa già parlare,

avendomi lui già del tutto disconosciuta.

 

25 Risposte to “21. “Roba di poco conto””

  1. Il cuore è forte più di quanto noi lo immaginiamo, soprattutto quando, per non perire, si aggrappa alla ragione.
    Il mal d’amore è il brivido più struggente che la vita ci mette fra le mani e custodirlo o farlo sbocciare in poesia è un’arte sottile, uno stillicidio d’emozione intrecciata ai rami del nostro essere.
    Tu, con i tuoi versi così sospirati, esibisci con grazia il repiro della tua intimità in un intercalare di gemiti e rantoli che dipingono alla perfezione la passione e l’agonia dell’esSenza d’amore.
    Un caro abbraccio…e i miei complimenti.

    Laura

    • Wow… questo tuo splendido commento è mille volte più poetico della mia poesia stessa, e, per questo motivo, resto abbastanza (e piacevolmente) senza parole…

      Il gioco di parole “esSenza” è altrettanto geniale…

      Mi sento davvero lusingata, anche se non credo di essere così brava come dici… Però sono parole meravigliose da leggere, queste tue parole per me…

      Il cuore sopporta tanto, ed è per questo che talvolta non capisce fino a dove la sofferenza possa arrivare. Sembra che essa non finisca mai…
      Il mal d’amore è spesso sottovalutato… l’amore in fondo è ragione di vita, perciò se questo manca o ci causa strazio la vita stessa ne risente… è inevitabile…

      Fare sbocciare questo mal d’amore in poesia è tutto quello che posso fare per alleviare il male stesso.

      Grazie. Grazie mille. Grazie milioni.

      Un bacione!

  2. sei brava ad esternare l’intima essenza di questo tuo mal d’amore, ma in questi tuoi versi non vedo la luce della speranza e quindi nemmeno la volontà di guarire, di uscire da questo tunnel buio dove stai male ,dove l’immagine di questo lui che ti ha fatto soffrire continua a tenerti soggiogata.Spero tu possa guardare oltre, a questo punto dipende da te.Un abbraccio, Maria.

    • Grazie del tuo augurio. Vedrò di non sprecarlo…
      Questi versi risalgono a qualche tempo fa (ho decido di pubblicare la mia “raccolta” in ordine cronologico), ma non nego che sia piuttosto attuale. La persona in questione esiste sempre, e sempre mi provoca dolore. Ma sto cercando di reagire e di accontentarmi del buono che essa stessa mi può donare…

      Grazie per la tua graditissima presenza!

      Un abbraccio

  3. …il dolore fisico si può attenuare. La morfina, come altre sostanze lo possono annullare.
    Ma le pene di un cuore infranto non si possono curare. Non esistono farmaci, medici, terapie appropriate per poterle solo attenuare.
    Il dolore che si prova è lacerante, e non si può neppure descrivere. Pur avendo provato le stesse pene, chi mai potrebbe comprenderci?
    Ma è proprio grazie all’ amore che si esce da ogni stasi. E’ vero: ci vuole tempo, ed ogni giorno che passa è un delirio. Ma alla fine è proprio quel credere ancora all’ amore (bisogno?) che ci fa sperare….di incontrare per sempre un nuovo amore. Più vero.

    • …e fino a quel momento (il momento in cui si trova un nuovo amore, più vero), soffrire.

      Il mal d’amore è complesso da teorizzare e quasi sempre sottovalutato. E invece io lo metterei alla pari di qualsiasi altra malattia… il dolore che esso provoca è lacerante, ma dato che viviamo in una società che fa della razionalità la propria forza propulsiva, è difficile parlare liberamente d’amore.
      Per questo scrivo. Non per fare la finta poetessa, ma per liberarmi.

      Un bacio!

      Paola

  4. alla fine del tuo tormento ti poni una domanda: io opto per la seconda possibilità…… la sofferenza che descrivi è così grande! Azzeccata anche l’immagine…

    • Carissima,

      questa poesia è di qualche tempo fa, e ai tempi credo anch’io che la seconda opzione fosse la più azzeccata.
      Il problema è il presente, dove regna tanto affetto e non l’amore che vorrei.
      Questo
      non è meno triste.

      Un abbraccio!

  5. E’ IL DESTINO CHE CONCLUDE,

    LA MENTE VAGA NELLA

    FOLLA SENZA TEMPO,

    IN UN LAMPO UN AVITA

    SI DISTRUGGE,

    buona giornata paola

  6. Ma l’onore della tua amicizia a quando poetessa?!? :D

  7. Fasix said

    Vivi, perchè solo Tu sei la vera padrona del Tuo Cuore.
    Un bacio
    Fabio.

  8. Tua said

    La morte comporta l’assenza di tutto e dunque anche di dolore, rimpianto ,nostalgia ,amarezza… Tutte quelle cose che ora ti donano sofferenza…
    Se il tuo cuore fosse veramente deceduto credi davvero che ogni suo battito strapperebbe una lacrima? Mia cara temo che esso sia ben vivo e
    ogni giorno non faccia altro che ricordartelo… Con quella fitta che ben conosco…

    • Siamo sulla stessa barca, mia cara…
      Temiamo ogni volta di affondare, e invece la vita ci fa inspiegabilmente trovare il modo di restare a galla…
      Non so quando questo equilibrio precario diverrà stabile, ma sono fiduciosa… Speriamo nel meglio, cara dolce Tua.

      Un abbraccio affettuoso!

  9. carlomodonutti said

    bella,
    ma forse un po’ troppo discorsiva, per i miei gusti.
    ciao Carlo

  10. eglepiediscalzi said

    L’uccisione del cuore è come l’esplosione
    di una stella e l’agonia che la precede l’hai ben
    descritta tu…
    baci egle

    • Oggi mi state riempiendo di splendide immagini… grazie anche a te, cara egle! Esplosioni di cuori, esplosioni di stelle… sembra quasi l’inizio di una formula magica. Chissà che mai possa funzionare… :)

      Un bacio grande!

  11. francesca said

    molto bella questa lirica…. rimanda ai grandi poeti francesi mallarmé, baudelaire,

    • Ciao Francesca,

      grazie per questo tuo collegamento meraviglioso. Certo, loro sono veri poeti, perciò rimando a loro ogni più grande capacità di trasmissione del sentire…
      Io mi limito a essere me stessa, e sono felicissima di sapere che mi segui. Io farò lo stesso con te :)

      Un bacione!

      • A proposito, Francesca,
        l’altra sera ho provato a iscrivermi al tuo sito, ma non sono stata in grado… mi daresti qualche dritta? (lo so, sono un disastro…!) ;)

        Un bacio!

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