22. “Sally dietro lo specchio”

16 ottobre 2011

Se solo esistesse un rimedio,

una cura al troppo dolore.

Se solo esistesse, chissà che mai

mi potrebbe aiutare.

Da sola, così, non faccio che

violentare le notti

e addormentarne i giorni,

in una vita vissuta

all’insegna di una non vita.

 

Che dire…

Ho già detto tutto, oggi, allo specchio.

Parlavo con te e tu neanche c’eri,

come se la consapevolezza che tu

non ci sia mai stato

potesse mai sciogliermi

questo nodo al cuore.

Mi sono guardata emozionarmi,

commuovere le lacrime stesse.

Brillare negli occhi del volto,

in faccia al viso dell’amore.

Non mi ero mai vista così bella.

Mai prima d’ora.

Avevo la bellezza della verità,

quella nuda e senza macchia.

Ed era come se,

dietro al vetro dello specchio,

ci fossi tu a vedermi così splendente.

Non ero più in me

perché me era te,

sdoppiata fatalmente

in un incantesimo buono.

 Per la prima volta da sempre

mi sono vista da fuori.

E mi sono ascoltata.

Parlavo una lingua che non è la tua,

ma la voce non mentiva.

La scelsi proprio per vagare libera,

per confessare senza pudore

colore e forma del masso

che mi soffoca il respiro.

 Ho recitato spontaneamente

la poesia più poetica che abbia mai composto,

l’ho cucita di parole preziose

nella loro sincera semplicità,

accompagnata dalle note

di una ninnananna malinconica

che porta il nome di ragazza

che ha il nome di luna.

Le mie corde vocali devo dire

di averle suonate a lungo,

per minuti millenari,

tanto li sentivo estesi.

 Dissi tutto.

Dissi quanto non ebbi mai detto.

E lo dissi meglio di quanto ebbi già fatto.

 Poi la musica terminò,

e io tornai nel mio corpo.

Mi rividi coi miei occhi,

e mi odiai.

 

33 Risposte to “22. “Sally dietro lo specchio””

  1. midnightbright said

    Potrai guardarti con altri occhi e riscoprire l’amore per te stessa ogni volta che vorrai. Un bacio!

  2. .io evito sempre di guardarmi allo specchio…
    l’immagine non è più la mia…
    ma questo è quello che c’è….
    Passerà, inevitabilmente passerà.
    Deve passare.

    ..poesia viva..sin troppo vera.
    vento

    • Cara vento,

      se sono riuscita a leggere un pezzetto della tua anima, posso dire con cognizione di causa che tu non riesci a vederti allo specchio solo perché la luce che emani è troppo forte, e il suo riflesso non fa che accecarti… :)

      Un abbraccio forte!
      grazie infinite per la tua costante presenza… <3

  3. Tua said

    Amati piccola, amati sempre… Guardati dritta negli occhi e sentiti fiera di quell’animo in grado di splendere tutti i colori dell’arcobaleno… Dai più bui ai più energici…non odiarti, non lo meriti…

    • Che strano, sai… Ora che mi ci fai riflettere, è quasi bizzarro odiarsi perché non si riesce a ricevere amore…
      Forse talvolta sono giunta ad odiare me stessa per trovare un colpevole… ma evidentemente esistono condizioni su cui noi esseri umani siamo totalmente impotenti…

      Grazie per le tue parole.
      Voglio che anche tu faccia ciò che hai dolcemente consigliato per me… :)

      Un bacione!

      • Tua said

        Non fanno altro che dirmi di tirare fuori la mia dignità … Io da sempre fiera come un leone ora striscio abbattuta…sai che c’è … Comincio ad essere stufa di sentirmi patetica…io merito di essere felice… E lo meriti anche tu!!!

        • Anch’io mi sento patetica, talvolta…
          Ora un po’ meno rispetto al passato perché in qualche modo ho raggiunto la consapevolezza del mio sentimento… Diciamo che spesso ci sentiamo patetiche perché vediamo nel giudizio altrui un biasimo… così, ci sentiamo in difetto. In errore. Nel torto più bieco. E invece NO. Abbiamo diritto di vivere i nostri sentimenti, e sì, non ho paura di usare la parola “sentimento”, la parola “cuore”, la parola “amore”. Sono parole semplici, entrate nell’uso comune (tutti le conoscono), ma non per questo meno forti… Tutto dipende dal significato di cui vengono caricate…
          Perciò, bella e cara Tua, quello che ti posso dire io, dopo anni di amore non corrisposto, è sì, di tirare fuori la dignità. Ma non per denigrarti e per sentirti patetica, bensì per vivere quello che ti senti di vivere. E se opti per il rischio di contrarre la malinconia, non sarà un errore. Sarà solo la decisione ponderata di una persona che sa ciò che vuole, a rischio di non arrivare alla meta (e non per colpa sua). Secondo me, una persona così è da ammirare.

          Un abbraccio affettuoso!

  4. bastardadentro said

    Approfittane, per capire, per capirti. Diventa più forte, ché il dolore tempra. E apriti al mondo, che ti aspetta.
    Non fermarti mai.

  5. nico said

    L’unico rimedio al troppo dolore è solo il tempo. Lo so bene: non consola, ma ti aiuti la certezza che un giorno guarderai te stessa e ti vedrai bella indipendentemente dai morsi dei ricordi.

    • Ti rispondo facendo parlare un maestro.
      Fabrizio De André:

      “Passa il tempo sopra il tempo
      ma non devi aver paura
      sembra correre come il vento
      però il tempo non ha premura.
      Piangi e ridi come allora
      ridi e piangi e ridi ancora
      ogni gioia ogni dolore
      poi ritrovarli nella luce di un’ora”

      Grazie per questa graditissima visita!
      Un bacio

  6. Uscire da se stessi e guardasi con altri occhi è già un passo avanti, anche se ancora pungente è la fitta del dolore. Il solo fatto che a un certo momento tu abbia trovato la forza di pubblicare questi tuoi pensieri così intimi , così privati significa la voglia di uscir fuori da questo stato d’animo, una specie di liberazione che nasce dalla condivisione.Ciò fa ben sperare, la vita è fuori di noi ma noi dobbiamo essere disposti a viverla. Un abbraccio, Maria

    • Grazie. Mi hai capita… ed è sempre motivo di gioia, per me, essere compresa.

      Sì, queste pagine sono una liberazione…
      Nascono anche come un disperato tentativo di rivivere qualcosa che ho avuto e che allo stesso tempo non ho avuto… Ecco, vedi… non ne so parlare… so solo scriverne in versi (belli o brutti, poco importa).

      Ti auguro anch’io di poter sempre accogliere la vita, e che questa sia sempre dolce con te e i tuoi cari.

      Un bacio

  7. lordbad said

    Complimenti per il post e anche per il blog!

    è incredibile ciò che un uomo può fare per amore, molto di più che rovesciare un governo, egli rovescia il proprio cuore e il proprio mondo.

    Un saluto dai marinai di Vongole & Merluzzi!

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/10/17/io-sono-un-indignato/

    • Complimenti a te, caro indignato…

      condivido in pieno il sentimento di schifo verso una situazione attuale davvero disastrata…

      Quanto al mio blog, sono felicissima di avervi a bordo, marinai! :)

      Sì, anch’io sono esterrefatta ogni volta che vedo quanto l’amore sia potente… più potente di un nano da giardino che non lascia la sua calda poltrona al governo… ;)

      Un abbraccio!

  8. riuscire a vedersi con gli occhi di un altro è già buona cosa….le tue parole sono comunque intrise di dolore, belle, ma molto tristi….ti auguro di ritrovare la serenità quanto prima…un abbraccio

    • Sai, cara, mi sto rendendo conto di aver messo dentro quelle parole tutta la mia più profonda sofferenza. Quando le ho scritte, non ho teorizzato il dolore… l’ho semplicemente utilizzato per altri scopi, al fine di non soccombere… Però è tempo di reagire, e grazie al cielo lo sto già facendo. Queste parole risalgono a qualche tempo fa e, da allora, sto facendo passi avanti (anche se ogni tanto inciampo ancora…).

      Auguro anche a te un mare azzurro di serenità!
      Un bacio

  9. Jonathan said

    Che meravigliosi versi… che immenso dolore… mi sembra quasi di vederti davanti a quello specchio… e vedo anche me: in un dolore che conosco bene! Purtroppo! Ma ho anche imparato che amarmi per primo è fondamentale per riuscire ad amare con cuore libero anche gli altri! Un abbraccio Jon

    • La solidarietà nel dolore… eh sì, mi viene quasi da citare Leopardi… Aveva ragione: tutti gli uomini condividono questo sentimento. Chi in un modo, chi nell’altro, ci si trova ad affrontare la stessa sfida: la sconfitta della sofferenza.
      Amare se stessi è un grande passo…
      Piano piano, avviciniamoci alla meta.

      Un abbraccio
      e grazie di esser volato da queste parti ;)

  10. S i m m y said

    Fa bene guardarsi allo specchio ogni tanto. Per guardarsi dentro e vedere quello che è stato e pensare a quello che sarà. Grande è colui che riesce a parlarsi, capirsi e guardarsi nel profondo senza paura di scoprire cose che non vorrebbe. Quindi brava. Guardare dentro la propria anima e parlare una lingua sconosciuta sono il primo passo per diventare dei bravi poeti.
    Un abbraccio, Simmy

    • Come sei dolce… grazie. Di cuore.

      Non so essere una poetessa, ma so amare – e credo che nell’amore ci sia un mare di poesia! Chiunque sappia amare, sa fare poesia. C’è chi semplicemente se la vive, godendosela al massimo. E c’è chi ne scrive, poiché nella maggior parte dei casi non riesce a viverla a centosessanta gradi… Ecco, io compenso con le parole. Non so cosa ne venga fuori, ma almeno mi libero.

      Ti auguro che la poesia (scritta o non scritta) possa invadere delicatamente la tua vita.

      Grazie per esserci.
      Un bacio

  11. Lolli said

    Anch’io devo dire di non trovare una piena corrispondenza tra la mia immagine e ciò che sembra esprimere. E la sensazione è più intensa quando per qualche motivo ce l’ho con me. Ma ogni momento è buono per farsi delle domande e provare a darsi risposte anche se, probabilmente e purtroppo, non si riesce a liberarsi (per me è così da sempre) di quel senso di provvisorietà di ogni cosa della vita. Dolci, questi tuoi viaggi introspettivi! Buona serata.

    • La provvisorietà è qualcosa di destabilizzante…
      Ogni volta che raggiungo un obiettivo, inevitabilmente poco tempo dopo mi ributto nella fossa da sola. Allora cerco di uscirne, ce la faccio, ne gioisco, ma poi… ci ricasco. E il processo riprende inizio.
      E’ un gioco subdolo del quale vorrei sbarazzarmi, ma è più forte di me.

      Per le donne il rapporto con la propria immagine, secondo me, è doppiamente reso difficile dai modelli proposti (imposti!) dalla società moderna. Vorrei aiutarti a trovare una soluzione, ma sono la prima che si pone le domande. Posso solo augurarti di guardarti dentro e di sentirti bene con la tua immagine tanto quanto tu stia bene con la tua anima…

      Un bacione!

  12. semplice1 said

    Anche il dolore ha i suoi tempi…
    E’ il mio Semplice-pensiero di affrontare le tempeste:
    Il dolore (lutto, malattia, delusione, sconfitta,abbandono, etc..) lo conosciamo tutti, non è un mostro più terrificante di altri,fa parte della nostra umana condizione,ed è una bella scoperta verificare quanto ci fortifichi e dia senso e sapore alla vita, d’altronde è ineluttabile provarne, nessuno ne è immune. Avete mai
    provato quella specialissima sensazione di benessere ed euforia, uscendo fuori in un giorno di primavera, dopo un lungo periodo chiusi in casa per malattia? L’azzurro del cielo non vi è sembrato mai così azzurro, come la vividezza di tutti i colori,rimanendo storditi dall’ebbrezza dei profumi e dall’emozione dei sorrisi e degli abbracci, ci si vorrebbe ubriacare di vita. Il dolore come la grande gioia sono fertilizzanti per il nostro pensiero.
    Io personalmente ho una formula, non esorcizzo la sofferenza, mi lascio attraversare, mi percepisco, mi leggo, mi ascolto.
    Non metto la testa sotto la sabbia, nè minimizzo “sbareandomi” (come si dice simpaticamente da qualche parte). Quando mi succede, io mi spalmo del mio dolore, ci rotolo in esso, bevo fino all’ultima goccia il suo veleno,( non per masochismo) solo quando il calice sarà vuoto l’avrò sconfitto e non rischio di vedermelo spuntare come un fantasma tra le pieghe del mio cuore e mente, magari in un momento di distrazione, pronto a procurarmi nuovo tormento. E’ a quel punto che mi “riacchiappo”la vita e la gioia d’esistere, e…, già domani potrò considerarlo o pensarlo con comprensione e quasi tenerezza. E’ la forza della vita che reclama il suo posto da “prima donna”, anche se per un pò ci siamo dimenticati di lei. Atropo non è riuscita ad avermi, non mi ha mai sconfitto veramente.. perchè sono riuscita ad amarmi.. amati Paola, amati più di quanto ami gli altri.. non è una formula egoistica,perchè l’amore è circolare!
    Un abbraccio

    • Ma che splendida riflessione!

      Grazie per avermi permesso di seguire il flusso dei tuoi garbati pensieri…

      La sensazione che descrivi è spettacolare, concordo con te. Dopo tanto tempo passato al buio, la luce è motivo di gioia… Ricordo come ci si sente ad uscire dal tunnel che ci hanno creato (o che noi stessi ci siamo creati)… è come per un prigioniero ricevere la libertà. Ma, sai, io in quei casi, più che la libertà, sento di aver ricevuto l’ora d’aria, poiché so che, per quanto bella sia quella sensazione, presto finirà, e la prigione riaprirà per me le sue porte. E’ anche vero che sono conscia del fatto che un’altra ora d’aria mi attende, prima o poi, ma rientrare nella cella non è mai particolarmente piacevole.

      Il dolore va bevuto a sorsi, e, una volta finito, al massimo è consentito tenersi il bicchiere che lo conteneva… così, come cimelio di una vittoria contro chi voleva tagliare con le cesoie i fili delicati che ci tengono in piedi, vivi…
      Quella “prima donna” che è la vita è più forte di quanto possiamo mai immaginare.

      Grazie di nuovo per questo tuo speciale contributo. L’apprezzo molto!

      Un bacione!

  13. Io son sempre della convinzione che la medicina per ogni dolore sia nascosta dentro a quello specchio…che ogni volta che ci si riflette dentro si cresce sempre un po’ e si prende consapevolezza di noi stessi.
    Come fai intendere tu, non si può vivere sempre “allo specchio”, però quando si distoglie lo sguardo bisognerebbe imparare a portar con noi il veduto e plasmarlo col quotidiano…tutto questo per amarci un po’ di più….anche quando guardandoci bene nel riflesso non incontriamo proprio ciò che ci aspettavamo……

    Un bacio
    Laura

    • Cara, ti dò ragione… se noi siamo il problema, noi siamo anche la soluzione… è improduttivo cercare all’infuori di noi qualcosa che in fondo va messo a posto dentro noi stessi… Ma vedere la propria immagine riflessa talvolta ci porta a scappare… E invece no, dobbiamo imparare ad affrontare lo specchio e tutto ciò che questo comporta.
      E’ facile aiutare gli altri.
      Meno facile aiutare se stessi…

      Grazie per il tuo bel contributo :)

      Un bacione!

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