64. “Un insulto”

2 ottobre 2012

Strano, sai. Proprio tu

che vanti dalla finestra di casa

tramonti d’eccezionale splendore

non sai mettere fine all’amore

con altrettanto incanto.

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58. “Un codardo”

5 agosto 2012

Hai osato rendermi felice

e poi sputare sulla mia felicità.

Hai osato lamentarti dei ti amo non detti

e poi abbandonarmi senza parole.

Grazie per avermi fermato in tempo.

Lasciare la carta da lettere dentro la busta,

e la lettera stessa incompiuta.

Scrivevo con una penna così sincera

da non meritare la tua vista.

Scrivevo di una settimana passata a guardarti

e a volertelo dire in mille momenti.

Poeticità fatalmente spezzata dalla tua lunga assenza.

E le parole mai dette sono rimaste mai scritte.

Ben venga la loro inesistenza,

pregnante come la tua bassezza d’animo.

Non sono triste che tu ora stia con lei.

Sono felice che tu ora non stia con me.

Come potrei rimpiangere lo squallore

con cui hai rinnegato il nostro legame?

L’infantile meschinità con cui hai posto fine a tutto?

Dirmi amore, e vomitarmi addosso.

Dirmi ti scriverò, e lasciarmi a labbra secche.

Arido è il tuo cuore, approfittatore di valore altrui.

Non solo ti sarebbe risultato difficile essere uomo.

Addirittura ti sarebbe risultato difficile

essere una persona umana.

E dato che far di conto è una tua dote,

dedurrai meglio di me quanto hai perso a entrambe le sfide.

Saccente nel condannare chi abbandona i cani,

mi hai scaricata peggio di un animale.

Codardo a non comunicarmelo a voce,

hai trovato mezzucci di comodo,

senza avere il fegato di un confronto verbale.

Congratulazioni per questa fiera dell’ovvietà.

E poiché mi hai negato di parlarti, insultarti e maledirti,

sappi che non vorrò mai più ricordarmi di te.

Se prima il tuo silenzio mi ha uccisa,

ho poi capito che è prerogativa dei morti.

E tu hai dato chiari segnali di voler essere questo.

Lasciarmi di fronte a tutti tranne che a me

non mi ha fatto cadere inerme e priva di vita.

No, ha piuttosto segnato la tua stessa condanna a morte.

Perciò, da oggi, tu per me

sei solo un fantasma delle mie passate illusioni.

Un defunto da non resuscitare.

E se pensi che questa poesia sia per te

non hai capito niente.

Questa poesia è tutta per me.

 Non vali neanche più una poesia su una pagina.

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