53. “No / Sì”

28 maggio 2012

Vado a letto.

No, non a dormire. No, non a fare l’amore.

Vado a letto e basta,

a seguire il ciclo naturale

della luce e del buio,

del pianto notturno e del mal di testa mattutino.

Prevedo un’alba senza sole,

e quando tu mi dirai che ciò è impossibile,

io ti dirò che un sole offuscato

è come una luna senza riflesso.

La presenza negata non è forse mancanza?

La vicinanza non consumata

non è forse distanza rimasta intatta?

Vorrei spezzare un oggetto per poi ricostruirlo,

provare a me stessa che i cocci e i puzzle

hanno vita comune.

Se il domani fosse umano

chissà che volto avrebbe.

Ho visto tante raffigurazioni di Dio,

eppure nessuna mi ha mai soddisfatto.

Sono più quelli amati che quelli che amano,

come si spiega questo?

Voglio in regalo un fiore,

ma disprezzo chi uccide.

Voglio un equilibrio,

ma salgo e scendo,

ingrasso e dimagrisco,

mangio e vomito.

Donami un tuo specchio

e lasciaci dentro la tua immagine.

Scrivimi una parola e inviamela per posta.

Una sola parola basta.

Cancella la linea gialla dal binario della stazione

e fischia solo l’arrivo.

Alla partenza è sufficiente non partire.

La lancetta dei secondi si velocizza,

la luna sorge vecchia, il tè si decolora, la valigia esplode.

Non capisco, è la terra che trema

o è il mio cuore che batte a sbattere il letto?

Stare per baciarti e non aver paura di morire,

arriva così in alto l’amore?

Sì.

Perciò sali, te ne prego.